mercoledì 29 ottobre 2014

Manovra trionfale

Vignetta di Betti Greco rubata a Mamma!
È la sera di Lunedì 28 novembre, il TgLa7 delle 20:00 si apre con un radioso Enrico Mentana che – dopo uno di quei disguidi che contribuisce a rendercelo simpatico – annuncia trionfante:


«È una giornata che una volta tanto ci consente di aprire con una notizia di quelle positive...»
Ottimo! Ascoltiamo speranzosi!
«...perché da Bruxelles...»
Si è deciso di abbandonare definitivamente l'austerità?

Si è deciso che la Bce d'ora in poi farà da prestatore di ultima istanza per gli Stati?
È passato un disegno di legge che garantirà un sistema di protezione sociale avanzato?

«...arriva la prima pagella positiva per la manovra italiana.»
Ah, ok, bello! E quindi?
«Non ci sono serie deviazioni... gravi violazioni rispetto a quelli che sono i trattati e a quelle che – dopo un  –  come si sa – dopo un  – sono le misure europee, per la nostra manovra.»
 Mmmm...
«Insomma, i parametri non sono violati, il rigore non viene in nessun modo, evidentemente, messo da parte, la manovra italiana è promossa.»

...E questa è la buona notizia.
Figuriamoci le altre!


sabato 27 settembre 2014

Jobs Act, Renzi a sorpresa: Bersani ha ragione

Il Presidente del Consiglio ha accolto con favore le critiche di Bersani.
L'ex-segretario Pd – ospite alla trasmissione diMartedì andata in onda Martedì (ma vah?!) su La7 – aveva dichiarato: «il lavoro non può essere inteso totalmente solo come salario, ma è anche diritti e dignità delle persone».
Arriva solo oggi la risposta del premier: «Giusto, il lavoro non è salario! è ora di finirla con questa ingiustizia, con questa apartheid: ci sono già migliaia di giovani – tirocinanti, stagisti, volontari – che lavorano senza percepire alcun salario. Col prossimo Jobs Act, tutti i nuovi assunti lavoreranno gratis. Ce lo chiede l'Europa. E Confindustria l'è d'accordo!»

domenica 21 settembre 2014

Hamas e Il Messaggero dei titoli creativi

A chi scrive, Hamas sta un pochino sulle palle.

Capita però che IlMessaggero.it, in data 13/09, ci informi, con un titolo fulminante, che Hamas ammette: usati scudi umani in scuole e ospedali per lanciare razzi contro Israele.
Allora chi non si ferma al titolo (in quanti lo avranno fatto?) può cercare di scorrere un po' l'articolo, per cercare questa sfacciata ammissione. E nel testo leggiamo che:

L'ammissione arriva a due settimane dalla fine del conflitto. Ghazi Hamad, alto esponente di Hamas, ha detto che i combattenti non avevano altra scelta che utilizzare aree residenziali da cui lanciare missili nel territorio del vicino. Hamad ha sostenuto che delle misure erano state messe in atto per salvaguardare vite umane ma «che errori sono stati compiuti su questo versante». L'esponente ha poi incolpato Israele per le decise risposte agli attacchi palestinesi e per il gran numero di morti civili nella Striscia.
E poi continua:
«Gaza, è una catena urbana ininterrotta – ha dichiarato Hamad, citato dal Dailymail – Gli israeliani sostenevano che i razzi venivano sparati da scuole o ospedali, quando in realtà i lanci sono stati effettuati a 200 o 300 metri di distanza. Certo devo ammettere che per errore alcuni attacchi sono stati compiuti in prossimità di aree residenziali».
Qualcuno dei miei (forse inesistenti) lettori legge l'ammissione?
Sono solo io a non accorgermene?
Questo ovviamente non esclude che:
  1. Hamas possa in effetti aver usato scudi umani;
  2. Hamas possa averlo ammesso in altre occasioni;
  3. che il suddetto dirigente di Hamas possa aver concluso, crollando come alla fine di un interrogatorio, con un «sì, è vero, lo abbiamo fatto», ma non lo vedo riportato nell'articolo.
Mettiamola così: molto probabilmente il titolista – obliterato dal lavoro – andava di fretta e non ha letto bene l'articolo. Ma è interessante che l'approssimazione abbia avuto questo esito.

Note: Un punto di vista interessante sulla questione  peraltro è in effetti vero che Hamas ha invitato gli abitanti a non abbandonare le case bombardate, malgrado l'avvertimento delle forze israeliane  può essere letto in questi articoli:
NEVE GORDON e NICOLA PERUGINI, On ‘Human Shielding’ in Gaza, CounterPountch.org, 21/7/2014; disponibile in traduzione italiana sul blog Voci dall'Estero;
HARRIET SHERWOOD, In Gaza, Hamas fighters are among civilians. There is nowhere else for them to go, The Guardian, 24/072014; disponibile in traduzione italiana su Come don Chisciotte.

domenica 8 giugno 2014

Divagazioni col pretesto dei ballottaggi. Kang, Kodos e il bipolarismo

«Non fa differenza per quale dei due voterete. Con l'uno o con l'altro il vostro pianeta sarebbe spacciato.»
«Gabbare gli elettori della terra è più facile di quanto credessi.»
(Alieno camuffato da Bob Dole)

Oggi, domenica 8 giugno 2014, molti comuni italiani sono andati a votare per i ballottaggi.
Fra un'oretta, forse meno, sapremo chi sarà il nuovo sindaco di Bergamo, dove si sono fronteggiati Franco Tentorio, per il centrodestra, e il produttore Giorgio Gori per il centrosinistra.
Gori, già guru di Matteo Renzi e in una vita precedente dirigente Fininvest-Madiaset, proprio in questa veste ha avuto senz'altro un enorme merito storico: quello di aver fatto conoscere al pubblico italiano le peripezie della famiglia Simpson.
Proprio di un episodio di questa mitica serie, lo speciale di Halloween del 1996, anno di Presidenziali negli Usa, uscito in Italia col titolo di La paura fa novanta VII (in originale Treehouse of Horror), potremmo prendere in esame il segmento intitolato Cittadino Kang.
Qui, i due alieni Kang e Kodos, per conquistare la Terra, assumono le sembianze dei due contendenti alla Casa Bianca, Bill Clinton e  Bob Dole. Dopo una serie di peripezie, Homer riesce a smascherarli, ma uno dei due mostri fa notare all'elettorato: «È vero, siamo alieni, ma che ci potete fare? È un sistema a due partiti! Dovete votale per uno di noi...»
Quando un elettore, tra il pubblico, dice: «Credo che voterò per un terzo partito», ecco scattare il ricatto del voto utile: «Fai pure: butta via il tuo voto!».
Dedicato a tutti quelli che (ri)vorrebbero più bipolarismo.

lunedì 2 giugno 2014

Europee 2014. Le disastrose conseguenze del voto

Iva Zanicchi, la mitica Aquila di Ligonchio, è rimasta fuori dal Parlamento Europeo.

Ciò significa che tutto questo potrebbe ritornare...






 

giovedì 8 agosto 2013

Fauna di Facebook: Neofascisti che usano il simbolo sbagliato

Sappiamo che il noto social network ospita molte pagine di argomento "politico" dall'altissimo livello di analisi e conoscenza storica.

Una di queste ha un nome abbastanza neutro e se vogliamo condivisibile: La liberazione dipende da te.
Trattasi di una pagina neofascista, apertamente razzista, vomitante insulti e odio verso tutto ciò che non sia bianco, italiano e destrorso.

Interessante notare l'immagine del diario della pagina: su uno sfondo che richiama al vecchio West, oltre alle immagini di Napolitano, Vendola e - ovviamente - della Kyenge e della Boldrini ritratti come ricercati, vediamo, tra due pistole, un simbolo... quello degli Arditi del Popolo.
Per chi non lo sapesse (e a quanto pare sono in molti), quella degli Arditi del Popolo era un'organizzazione paramilitare antifascista, composta in prevalenza da socialisti, comunisti, anarchici, sindacalisti rivoluzionari, nata per contrastare con le armi in pugno la violenza squadrista.

Anzi, fu forse la prima organizzazione antifascista della storia, anche se nata all'interno dell'arditismo e quindi fortemente impregnata da quegli afflati "combattentisti", dannunziani e futuristi che ispiravano anche la retorica fascista.

Da qui l'utilizzo del teschio col pugnale fra i denti, simbolo appunto dell'arditismo, che deve aver tratto in inganno gli admin di quella pagina.



martedì 23 luglio 2013

Il Presidente Innominabile. Grasso, la Bibbia, Topolino (e di sfuggita i Monty Python)

Venerdì 19 luglio il presidente del Senato Pietro Grasso ha più volte richiamato il capogruppo del M5S Nicola Morra per aver citato in Aula il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «Non sono ammessi riferimenti al Capo dello Stato», ha ammonito l'ex-magistrato, «Lasciamolo fuori da quest'aula...»

Viene spontaneo pensare al comandamento biblico, come hanno fatto tra gli altri GrilloMarco Travaglio sul Fatto e Franco Bechis su Libero.

A me sono venute in mente anche queste scenette, tratte da I promessi topi, una parodia Disney del capolavoro manzoniano tanto amato dai liceali.
Qui, l'Innominato diventa il conte Macchiane... ehm, l'Innominabile...




E ora, qualcosa di completamente diverso: